Il punto del dr. Massimo Moschella: guerra valutaria in corso

Nel corso del meeting romano organizzato da Scattacoltrend, fornii una preview sul possibile andamento del dollaro americano.

Non sono un cambista, lo preciso, però alcune dinamiche mi sembravano già allora abbastanza evidenti.

Soffiano venti di guerra sui mercati valutari.

Ve la faccio breve: Trump non ne sta sbagliando una, ad oggi. Draghi mi sembra invece un pugile suonato.

Donald ha varato un’imponente riforma fiscale (che innescherà effetti molto deleteri sul debito pubblico, ma questa è un’altra storia) e sta sbattendo al tappeto il dollaro nei confronti di tutte le divise (v. DB US Dollar Index Fund). L’unico obiettivo che si propone è far crescere il Pil Usa, costi quel che costi. E se i tassi sui governativi cominciano a gonfiarsi, ciccia al culo.

La conseguenza è che si apprezzano:

– yen (v. Yen – Philadelphia Index);

– euro (v. Euro – Philadelphia Index);

– dollaro canadese (v. grafico);

– sterlina inglese (e insieme ad essa salgono i tassi dei Gilt decennali, v. grafico);

– materie prime (v. Bloomberg Commodity Index), tra cui l’oro tanto caro a molti lettori (v. Gold – Dollar Index. P.s.:monitorate la resistenza dei 1375 $).

E’ facile prevedere che l’apprezzamento dell’euro renderà la vita difficile all’azionario europeo e facile agli assets del Middle East.

Draghi invece è costretto a far buon viso a cattivo gioco. Deve sforzarsi di tenere bassi i tassi dei debiti pubblici europei acquistando

tutte le quantità in emissione più tutto ciò che riesce a rastrellare sul mercato secondario (ormai non resta tanto in giro!). Disinteressandosi di ciò che avviene sul mercato valutario. E oggi ne abbiamo avuto una conferma nella sua vuota conferenza stampa.

La partita è delicata: le finanze dei singoli paesi europei non possono permettersi di remunerare a tassi più elevati degli attuali l’immenso stock di debito accumulato. Mi pare altrettanto evidente però che la partita, in mancanza di soluzioni nuove e alternative, sia destinata a concludersi male. La Bce ha accumulato un controvalore di assets da paura come mai nella sua storia (v. ultimo grafico).

Da cosa sono costituiti questi valori? Purtroppo anche, e soprattutto, dai debiti pubblici di paesi come l’Italia, la Spagna, la Grecia, l’Irlanda, la Francia e via discorrendo…

Di guisa che i prezzi dei bond hanno dato vita ad una bolla generazionale (solo una delle tante individuabili sul pianeta) il cui contenimento è esclusivamente nelle mani del governatore della Bce.

Happy trading.

DISCLAIMER

Qualsiasi previsione ivi fornita non è un indicatore affidabile di risultati futuri. Questa analisi è solo a scopo informativo e non deve essere considerata una consulenza finanziaria. La decisione di agire in base alle idee ed ai suggerimenti presentati è a sola discrezione del lettore.

foto moschella

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About scattacolpending

Trader privato e indipendente, 48 anni.

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