Massimo Moschella: Decision Point

Nuova visione panoramica e approfondita del dr. Massimo Moschella:

Cosa succede sui mercati?
Al momento, con la doverosa prudenza del caso (ricordo che persiste un bull market di rara durata e intensità) mi limiterei a rispondere che è in atto una rotazione dei settori nei quali gli investitori stanno momentaneamente allocando i loro fondi.
Responsabile di questa transitoria mutazione appare soprattutto il nuovo piano fiscale di Trump (benché ancora non approvato in versione definitiva): minori tasse, accompagnate da tassi in lenta ma costante crescita, dovrebbero sulla carta favorire maggiormente i settori bancario e industriale. O almeno questa deve essere stata la considerazione formulata dai più.
I primi due grafici mi appaiono esaustivi.


Ciò si riflette sull’ottimo stato di salute del DJ che in chiusura non mostra punti deboli se non una divergenza sull’rsi, alla quale ormai dovremmo avere fatto il callo, vista la frequenza con cui si è ripresentata inutilmente negli ultimi anni.
Continua ad essere venduto invece il settore dei semiconduttori, ritenuto – a torto o a ragione – non particolarmente favorito dal cambio di regole fiscali. Il grafico mostra la rottura della media a 50 e il piu’ che probabile approdo alla 100 periodi con volumi che mi appaiono convincenti.
Ciò ha impattato negativamente sul listino tecnologico prima e sul Nasdaq poi. Sul quale è ben identificabile una configurazione megafonica che potrebbe attrarre i prezzi anche a 6650, o comunque a chiudere il gap ancora aperto in quell’area.

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Anche l’infrazione delle parabolic Sars com volumi sostenuti mi lascia ipotizzare debolezza persistente. Qualcosa di più serio, al momento in cui scrivo, è da escludere.
La tavola sinottica dei quattro indici non presenta infatti, ad oggi, macro indizi di alert.
L’andamento dello yen, calante e dunque fornitore di liquidità a buon mercato, sembra sugellare il ragionamento esposto.
Concludo con qualche considerazione sull’Sp500.
L’indice resta ben impostato malgrado le ultime due candele non bellissime; ma le medie mantengono un esemplare ordinamento in senso parallelo e crescente.
Ho tuttavia il dovere di rilevare, probabilmente per eccesso di zelo, il raggiungimento del top assoluto dell’indicatore che registra le società con prezzi sopra la media mobile a 50 periodi.
In altri tempi ciò avrebbe dato certamente la stura ad una correzione. Oggi, in epoca di assoluta e scientifica sedazione del Vix, la cosa appare meno probabile sebbene non impossibile.
Concludo rilevando pure che il vortex sul tf mensile ha toccato valori mai visti negli ultimi 20 anni.
Insomma, nonostante l’euforia dilagante – o forse proprio in ragione di questa – l’Sp si conferma un indice da longare fino a prova contraria (soprattutto nelle ultime 7/10 sedute del mese), ma sempre col culo ben aderente al muro…

 


Happy trading

Dr. Massimo Moschella.

foto moschella

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